BUG di GNU ARCH

ma guarda se mi tocca passare il sabato sera dietro a un bug di merda…

narnia:~ zeph$ tla make-archive --mirror arch@guidoserra.it ftp://arch@guidoserra.it:PASSWORD@ftp.guidoserra.it/arch
ftp_client_connect: ftp error connecting to guidoserra.it:PASSWORD@ftp.guidoserra.it
0: Unable to connect to server

dopo la patch…

narnia:~ zeph$ tla make-archive --mirror arch@guidoserra.it ftp://arch@guidoserra.it:PASSWORD@ftp.guidoserra.it/arch
narnia:~ zeph$ tla archives
arch@guidoserra.it-MIRROR
ftp://arch@guidoserra.it:PASSWORD@ftp.guidoserra.it/arch
atai@atai.org--public
http://www.atai.org/archarchives/atai@atai.org--public/
arch@guidoserra.it
/Users/zeph/Documents/arch
lord@emf.net--2005
http://www.atai.org/archarchives/lord@emf.net--2005-MIRROR/

nulla di trascendentale… solo che nello spezzettare l’url, il file pfs-ftp.c, andava a prendere la @ di sinistra e non la @ di destra come elemento di riferimento

la patch è veramente banale, un str_chr_index() sostituito con un str_chr_rindex() … dite che se la mando ai mantainer del pacchetto mi cagano?

p.s. qua trovate il pacchetto completo, da compilare, con la modifica apportata

GNU ARCH, plugin per eclipse? NADA!

😦 ma perchè?

Per chi non lo sapesse, GNU ARCH è un software per il revisioning (come si traduce in italiano???) del software. In pratica permette di gestire le versioni di ogni singolo file, le differenze, le modifiche. E tenere anche traccia delle note degli sviluppatori riguardo quelle modifiche. Insomma.. un sistema di controllo qualità dello sviluppo del software. Il più diffuso e conosciuto è CVS, a seguire SVN, che sta parecchio prendendo piede, e poi ci sono BitKeeper, GIT, ClearCASE …

de-rattizzazione di windows

ovvero… come passare il giovedì sera levando dal pc di un’amica, (l)user, tutte le schifezze che ti becchi dal web… aggiungo altro link


situazione:
1) internet explorer che va a finire su un search engine porno
2) rete inusabile… o meglio…

Nic: Hai attaccato il cavo di rete al pc della Sabri? NON VA PIU UN CAZZO!
IO: Come sarebbe a dire… “NON VA PIU’ UN CAZZO”??
Nic: Non va piu’ un cazzo! Quel coso sta floddando la rete!
IO: ok… (stacco il cavo di rete)
Nic: Grazie! Ha ripreso a funzionare…

3) mancano gli aggiornamenti, tutti… non era mai stato fatto nessun update 😦
4) Norton antivirus 2003 “originalissimo” (tsk!) … update delle signature MAI eseguito…
5) Firewall… nemmeno l’ombra
6) eMule installato… al che…

IO: Non avrai mica scaricato programmi da eMule?
Sabri: Io? NOOOOO
(lo so che stai mentendo… gli utenti mentono sempre!)
IO: Sicura sicura?
Sabri: Beh, qualcosina, tipo il programmino per il SUDOKU… non c’è nulla di male?
IO: No no, che vuoi… non c’è nulla di male neanche a giocare a piedi nudi in un parco zeppo di siringhe infette…
Sigh!!! 😦


BISTURI!!!!! Ovvero… cd prefabbricato da me con Firefox, Thunderbird, Openoffice, Service Pack 2 per Windows XP, Avast (antivirus) e AdAware…
(3 ore dopo la macchina e’ derattizzata e ricollegata in rete…)

IO: Nic come va la rete? E la tua maledetta partita a ogame?
Nic: Rete OK, partita, benissimo… ho trovato un pollo a cui rosicare risorse…

OK, sego tutti i servizi inutili e riconsegno il portatile…
(lo confesso, ero tentato dalla voglia di piallarlo e metterci una kUbuntu…) g! 😀

alla faccia del TCO

Nonostante Microsoft cerchi di buttare fumo negli occhi alla gente scrivendo documenti osceni come quelli usati per sottolineare il TCO (Total Cost of Ownership)… qualcun’altro lavora, usa l’opensource e dice ben altro:
http://www.computerworld.com.au/pp.php?id=1375194866&fp=2&fpid=1

“My predecessor spent too much [so] I was told not to spend any money.” When asked what argument he used to convince management to use an open source solution, Uemura said: “They didn’t have an argument because they said don’t spend any money.” “They trusted me,” he said. “The whole office was relying on one domain controller which was dying.”

Paolucci e i formati “aperti”

dalla seconda pagina dell’articolo: “

…sensibilità verso i portatori di disabilità, spesso trascurati dall’open source, che non sempre offre su certi temi l’attenzione che noi cerchiamo di avere.

” cosa????????????????????????????????

o il tipo parla in malafede, o NON ha idea quello che dice

linux ha il supporto per i lettori braile e i sintetizzatori vocali!

che si sbatta fumo negli occhi alle persone… ok, ma un minimo di ritegno

La speranza sono i giovani

In risposta al post di Alfonso Fuggetta</blockquote

Mi pare di averLe dimostrato che una posizione di mezzo, “In media stat virtus”, sia raggiungibile… perchè continua a parlare di situazioni in cui la gente dice o bianco o nero? Non mi pare sia quello a cui siamo giunti con la mozione Brevetti SW.

Ad ogni modo, stiamo continuando a piangere sul latte versato e su quello che stiamo ancora versando. Il bricco del latte è ancora li che gocciola ma tutto quello che siamo in grado di fare e’ urlare sperando che qualcuno faccia qualcosa… pur stando li a un metro dal bricco.

Dal basso, o meglio… dal “mezzo”, come risolverebbe Lei le sorti del paese? Io una proposta (cell) gliel’ho fatta… nel mio piccolo, per quello che mi e’ fattibile fare… Pazienza, troverò il modo con le persone/associazioni che mi stanno appoggiando in questo momento: Ingegneria Senza Frontiere, POuL, Terna Sinistrorsa (sinistra giovanile universitaria), Openlabs, Associazione Imprese SoftwareLibero.

La domanda comunque rimane… Senza dare una possibilità ai giovani, che occasioni/alternative abbiamo?

Palm Datebook

Possibile che non esista un’applicazione per palm os che abbia questo stesso tipo di visualizzazione? Un qualcosa simil calendario di evolution… molto semplice… che mi permetta di dire… “toh, un giorno libero!”. Invece ci sono solo accrocchi inutilizzabili. La visualizzazione data da DateBook+ non mi piace affatto…

Qualcuno ha qualcosa di carino, e magari rilasciato in GPL (condizione non necessaria, ma gradita), da indicarmi?

Trusted Computing : Se lo conosci, lo eviti!

Tratto da una mail passata su sikurezza.org

E’ stata appena creata una mailing list italiana per coordinare le azioni per difendersi dal TCPA.

Che cosa è il TCPA? Qui una breve spiegazione tratta da http://www.complessita.it/tcpa/

Il Trusted Computing Group (TCG) è un alleanza di Microsoft, Intel, IBM, HP ed AMD per promuovere per computer più ‘sicuri’. La loro definizione di sicurezza è controversa; macchine costruite rispettando le loro specifiche saranno più ‘fidate’ dal punto di vista dei venditori di software e di contenuti, ma lo sarebbe meno dal punto di vista dei proprietari dei computer stessi. A tutti gli effetti, le specifiche TCG, trasferiranno il controllo definitivo del tuo computer da te stesso a chiunque abbia scritto il software che utilizzi.

L’indirizzo della mailing-list è: no-tcpa@itlists.org
Per iscriversi: http://itlists.org/mailman/listinfo/no-tcpa

Speriamo di non essere costretti a comprare uno di quei cosi in futuro… 😦

Mambo : Lotte di potere?

Ok, siamo di fronte a un fork di progetto. L’industria non si fiderà più dei prodotti opensource? “Users will have to choose?”

Beh, io credo che come per tanti altri progetti opensource non ci sarà una netta separazione in base a questioni ideologiche o la ricerca spasmodica di features, credo ci troveremo invece con 2 prodotti nettamente differenti. Il problema non si porrà neanche. Avremo qualcosa di simile agli attuali prodotti di RedHat. Avremo da un lato un prodotto open per il pubblico e dall’altro una serie di package con supporto professionale per le aziende. Il primo, interamente sviluppato dalla community. Chissà che poi in un futuro non accada come per la netscape, che dopo aver rilasciato parte del codice e aver fatto nascere mozilla, ora si ritrova a pescare features da mozilla per far rinascere la sua versione proprietaria del celebre browser.

Il mondo dell’opensource/software libero alla fine da cos’è mosso, prima dalla passione più che dal denaro, per cui per capirlo, per intendere questi “divorzi” e rappacificamenti dobbiamo un po’ immaginarci una coppia di innamorati che si cercano, litigano, e si cercano e litigano… Questo rischia di allontanare l’impresa da prodotti opensource? Non credo. Anzi, proprio perchè ci mettiamo passione in quello che facciamo, anche il mondo dell’industria si rende conto che i nostri prodotti sono migliori. Sono fatti col cuore. 😉