Il freddo e la nebbia sono calati inesorabili su questo quartiere. Fuori le automobili in sosta, ordinate lungo i marciapiedi, hanno i parabrezza ghiacciati.
Ho riaccompagnato a casa un’amica, alle 2 di notte, in una città addormentata, solo la polizia e qualche folle percorrono le strade deserte.
Ora sono qui di fronte al mio laptop che scrivo, queste parole in libertà. Gli unici suoni nella stanza sono le ventole di raffreddamento del server, del firewall e del laptop, e il battere frenetico delle mie dita sulla tastiera.
Dovrei andare a dormire, ma al solito il sonno manca, la mia mente è un turbinio frenetico di idee. Cerco conforto in un libro. Sdraiato sul divano, assaporo le parole di un romanzo di fanta-politica. Si tratta sempre di quel libro di Buticchi, acquistato dal ritorno delle vacanze in sardegna a metà agosto. Prima o poi dovrò decidermi anche a postarne la recenzione su scrive.it .
Stacco, leggo ancora qualche pagina, poi domani corsa in università e il funerale di un caro amico.