incontro con i Radicali

Ieri sera sono andato con un amico (che non cito perche’ vuole mantenere l’anonimato politico) a vedere dove stanno i Radicali di Milano. Avevo preso contatto con loro settimana scorsa attraverso il loro sito internet, e prontamente un loro membro mi ha richiamato.

Volevo capire che affinita’ potessero avere con le tematiche del sw libero e con la mia idea politica. Ho passato diversi anni, tra persone nate illuminate politicamente, chiedendomi quale fosse il gruppo che meglio potesse rappresentarmi. Rimasto nauseato vedendo gli accordi a destra come a sinistra nelle ultime elezioni, ho provato ad affacciarmi a questa nuova realtà della “Rosa nel pugno“.

laici, socialisti, liberali, radicali

Pienamente daccordo sui primi 2 punti. Da capire i successivi.

Sono per uno stato sociale, in cui NON deve esistere qualcuno che si compra una borsetta da 3000 euro… in cui tutti vivono degnamente, e chi vuole, puo’ avere successo riscattandosi come imprenditore e/o libero professionista. Chi decide di vivere come dipendente deve poter avere una vita serena, e chi vuole “intraprendere” è giusto che lo faccia, ma se ha fortuna, deve fare in modo che la sua fortuna in buona parte deve essere redistribuita per il bene comune.

Sono per uno stato in cui ci sia il “libero arbitrio”, quindi uno stato LAICO, e non uno stato dettato dalla “sharia” cattolica! Dio ha voluto lasciarci la libertà di sbagliare, non vedo perchè l’uomo debba sostituirsi a lui mettendo delle leggi dettate dalla CHIESA.

Tanti temi e tanti dubbi… devo trovare prima o poi il tempo di scriverli e ragionarci sopra.

p.s. (sono andato fuori tema) cmq, a breve ci sarà da organizzare un incontro per cercare di spiegare quale sia l’impatto del sw libero sulla vita di ogni cittadino: mercato del lavoro, sanità, appalti pubblici, scuola, ricerca scientifica, sistema fiscale

15 thoughts on “incontro con i Radicali

  1. Ottimo
    Anche io sono sempre stato a pelle dei “Radicali”, nauseato dai catto-fascisti ottusi e dai catto-comunisti compagni a parole ma molto lontano dall’esserlo dai fatti e con una visione ingessata e ottusa del mondo. I Radicali, nonostante l’alleanza con i socialisti, sono secondo me il partito che più risponde alle mie idee, anche se purtroppo hanno contato come il due di picche quando comanda bastoni.
    Il tempo manca per offrire un supporto che non sia un voto alle elezioni, ma comunque in un futuro se dovessi partecipare in maniera più attiva alla vita politica del mio paese saranno il mio punto di riferimento.
    Per ora contribuisco innalzando il Pil e guadagnandomi con difficoltà la pagnotta.
    N.C.

  2. Io sono ancora indeciso su chi possa rappresentarmi però non penso che qualcuno che si è guadagnato dei soldi con il frutto del suo lavoro debba per forza ridistribuirli in buona parte tra gli altri. Cioè penso che le tasse che ognuno paga debbano ovviamente aumentare con il reddito, però non mi piace molto l’idea che se qualcuno si spacca la schiena (virtualmente o fisicamente) e ha successo debba vedersi ridimensionare il compenso per i suoi sforzi.
    Se è una persona di buon cuore saprà sicuramente ricompensare chi non è stato altrettanto fortunato, altrimenti che si ingozzi con i suoi soldi…

  3. fabi3tto… da 0 a 100.000 euro (e sono tanti) lordi l’anno… ci puo’ sta, è plausibile che uno si sia rotto la schiena per farli

    ma operazioni finanziarie… (e non c’è altro modo, se non spacciare coca) sopra i 500.000 euro… difficilmente li fai spaccandoti la schiena, ma tessendo attività diplomatiche

    per non parlare di chi gioca in borsa…

    secondo me… tali rendite… anche venissero tassate al 70% … sarebbe buona cosa, perchè comunque, per pagarti la villa al mare ci riesci

  4. p.s. vatti a leggere cosa si è pigliato Tronchetti Provera di _solo_ stipendio nel 2004!!!! (avra’ anche i dividendi azionari immagino)

    http://www.telecomitalia.it/bilancio2004/ pagina 334 …

    2milioni 121mila euro … sticazzi! 🙂

    p.s.(2) i dividendi complessivi (pagina 7) sono stati di 2 miliardi e 780 milioni di euro…

    – non ho idea della quota di Tronchetti Provera, ma se ha il pacchetto di maggioranza…
    – la società, nonostante un debito di 29.525 milioni di euro ha ritenuto di aumentare i dividendi???? e chi cazzo li paga quei debiti??? ah si, giusto, noi con le bollette… in regime di monopolio 😦
    ripeto… ho sbagliato lavoro…. VOGLIO FARE L’AMMINISTRATORE DELEGATO!!!! 😀

  5. allora, i “radicali di sinistra” sono molto allettanti ma *non* sono i radicali. il partito radicale è storicamente liberista, puoi differenziare il liberismo “di destra” da quello “di sinistra” dai neocon etc ma una cosa è certa, cioè non sono socialisti.

    puoi leggere dallo stesso sito della rosa:

    “Rigetto di un’impronta marxista o di stampo statalista che ingabbi o mortifichi gli ‘animal spirits’ del capitalismo; accettazione dell’economia di mercato come necessario quadro per la piena valorizzazione della libertà e responsabilità individuale insieme alla messa in opera di politiche sociali; rifiuto di qualsiasi rapporto meccanico tra l’espansione della sfera pubblica e lo sviluppo della democrazia”

    puoi essere d’accordo, ma non puoi considerare socialista un approggio del genere alla politica sociale. il discorso di chomsky mi lascia un po’ perplesso: è vero che le multinazionali sono protette dal mercato, ma questo semplicemente perché il mercato è troppo debole per ribellarsi a loro; e regolarlo è uno degli spauracchi di tutti i liberisti da sempre.

    detto questo, io penso di votare rosa nel pugno sebbene non sia per nulla d’accordo sulla loro linea in politica economica e fiscale. quello che penso è questo: ormai il socialismo non esiste più, è morto sepolto; da un governo prodi mi aspetto neoliberismo ben più pronunciato che quello light à la berlusconi (come la storia degli ultimi dieci anni ha insegnato). non abbiamo voce in capitolo per quanto riguarda la politica economica, il neoliberismo è scelta obbligata; perlomeno dunque voglio dare il mio voto all’unico partito che ha a cuore la libertà individuale (e che non si mette a fare sceneggiate “ho riscoperto dio appena prima delle elezioni” come bertinotti).

  6. “mettere in opera politiche sociali” non significa niente. anche la legge biagi è politica sociale messa in opera.
    dai radicali mi aspetto un liberismo più onesto di quello di prodi e berlusconi, ma anche per questo molto più spinto. per esempio credo che siano per la liberalizzazione del mercato pensionistico, il che significa che dovrebbe esistere concorrenza tra pensioni private e statali. questo è meglio della direzione verso cui stiamo andando (pensione statale obbligatoria ma ridicola, che obbliga il ricorso a pensioni integrative private e costose); ma è difficilmente realizzabile (se non esiste concorrenza tra banche o rc auto, perché dovremmo aspettarci che ci sarà tra pensioni?) e soprattutto non è socialismo.

    comunque ripeto: per me stiamo messi talmente male che la rosa resta il meno peggio nonostante tutto.

  7. Concordo pienamente con te in linea di principio, ma nella pratica se tassi troppo certe rendite deprimi il mercato finanziario, con tutto ciò che ne consegue…

  8. lasciato a se stesso il mercato finanziario ha prodotto quello che abbiamo sotto gli occhi… anche la depenalizzazione del falso in bilancio ha allontanato per sempre gli investimenti stranieri dal mercato italiano

    siamo (imprese, start-up) senza ossigeno

  9. Riscrivo tutto da capo perchè è andata via la corrente.

    Guido mi ha chiesto di intervenire ed eccomi qui.

    Anzitutto non mi piace il termine neoliberista. suona tanto come neonazista o neofascista.
    I radicali si sono sempre detti liberali, liberisti, libertari, coniugando nei rispettivi ambiti politici, economici e civili le libertà individuali che ci stanno a cuore. Niente Neo, quindi.
    Un altro attributo ricorrente è quello che vuole che il liberismo sia sempre “selvaggio” escludendo la possibilità che si possa coniugare con i correttivi e gli ammortizzatori necessari.
    Per quello che riguarda la Rosa nel Pugno non è difficile ricostruire l’essenza economica del programma a parteire dai punti di Fiuggi e dalle dichiarazioni dei nostri capilista.
    Meno stato e più mercato potrebbe essere la sintesi. Si può partire dalle riforme “a costo zero”, che non prevedono impiego di risorse, come la riforma (o l’abolizione) di molti Ordini Professionali, trasformandoli in associazioni di categoria, magari plurali. Oggi la realtà di molte corporazioni è orientata quasi esclusivamente alla tutela delle inefficienze, alla conservazione del potere dei soliti baroni e al controllo dei giovani talenti all’avvio della vita professionale. In tutta europa la laurea è abilitante, ci si può fare pubblicità e i migliori, anche i più giovani, possono competere sul mercato.
    Vogliamo che ci sia più attenzione al Merito (e non alle raccomandazioni le rendite di posizione che esistono da noi) e che si dia la precedenza a chi dimostra di saper fare meglio le cose, anche il famoso “idraulico polacco” se è il caso.
    Non dobbiamo poi avere paura a dire che se un’azienda (come Alitalia) fa debiti ogni volta che si alza un aereo, va fatta fallire. Se chi deve volare va sul sito di ryanair e non in un’agenzia della compagnia di bandiera è perchè i consumatori decidono con ogni acquisto e non ha senso costringerli a sostenere un’impresa decotta. Nuove imprese si faranno avanti.
    E per venire alle politiche hard, quelle che costano, dobbiamo ripensare tutto un welfare basato non sull’ossessione della perdita del lavoro, ma sulla velocità ed efficacia nel trovarne uno nuovo. Non sostenere le imprese inefficienti ma direttamente i lavoratori licenziati pagandoli e formandoli finchè non trovino un nuovo lavoro.
    La precarietà è un problema che è stato creato con pessime leggi non creando un mercato flessibile del lavoro, bensì mantenendo tutte le tutele per i vecchi lavoratori e inventando, per bilanciare, la figura dei nuovi precari senza alcun diritto. Dovendo garantire più diritti a questi ultimi è anche vero che bisogna negoziare una certa flessibilità anche per i dirigenti o i dipendenti pubblici perchè non si capisce come mai siano gli unici a non essere mai messi alla prova o in dubbio. Con il dovuto welfare to work.

    Non so se vedi del liberismo (neoliberismo?) o qualcosa di selvaggio negli esempi che ho fatto.
    Si può poi parlare di tanto altro, ma vorrei che sia chiaro come gli obiettivi siano bene o male gli stessi per tutti. E qui trovi qualche idea liberal-socialista.

  10. Concordo appieno. Ma la direttiva bolkestein, nella sua prima formulazione, non prevedeva solo questo liberismo-socialista, che invece condivido. Prevedeva -a grandi linee- di omologare le opportunità di lavoro tra paesi non ancora omologati sotto molto punti di vista. E questo avrebbe creato non poche dissonanze.

  11. Ha ha… il commento di questo “Fascista” non lo cancello… costui non lo conosco, ma lo _stile_ con cui scrive lo presenta molto bene per quello che è. 😀

    Non c’è bisogno di aggiungere altro.

  12. Pingback: Guido Serra » Blog Archive » intellighenzia di destra

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