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About Guido Maria Serra aka Zeph

Sviluppatore, sistemista, analista di sicurezza, freesoftware evangelist.

il mercato ICT italiano è monopolizzato

tratto da IT, piano per i primi 100 giorni

…il settore informatico, pur dotato di persone competenti, imprese innovative e centri d’eccellenza, si trova oggi in notevole difficoltà. Costretto a muoversi in un mercato nazionale asfittico, condizionato da importanti spazi protetti, soprattutto a livello locale, ove si allunga l’ombra monopolistica di aziende a totale capitale pubblico…

allora non sono l’unico stronzo ad essersi accorto che ci sono delle pesanti barriere all’ingresso del mercato erette a proteggere delle grosse aziende a capitale pubblico(?)… sul fatto che siano (totalmente?) a capitale pubblico… ho qualche perplessità… trattandosi di grosse Spa

donne! ma che cazzo fate?

La sindrome da Bridget Jones” da un magazine appena scovato… lo vivo sulla mia pelle!
Ma porcamiseria… è mai possibile che non ci sia più modo di avere un rapporto fatto d’affetto? Siamo ridotti ad essere oggetti da una notte? Complimenti! Bel successo per il femminismo!

Consiglio di dare un occhio anche a questa recensione: “Le ragazze single non parlano al plurale” . Purtroppo è lo spaccato di TANTE ragazze che conosco. Ce ne sono anche al di fuori di questi clichè… ma ovviamente sono occupate. 😉

RFID craccabili tramite telefonino?

“The reflected signals contain a lot of information,” Shamir said. “We can see the point where the chip is unhappy if a wrong bit is sent and consumes more power from the environment…to write a note to RAM that it has received a bad bit and to ignore the rest of the string,” he added.

“I haven’t tested all RFID tags, but we did test the biggest brand and it is totally unprotected,” Shamir said. Using this approach, “a cellphone has all the ingredients you need to conduct an attack and compromise all the RFID tags in the vicinity,” he added.

tratto da EE Times attraverso Slashdot

dipendenza da computer

…nel mio caso “da Internet”… sarà così?

Secondo quest’articolo apparso su Slashdot parrebbe di si.

Effettivamente la mia routine è… sveglia, laptop per la posta, doccia, colazione, laptop per i blog e le notizie del mattina. Studio/lavoro costantemente con il laptop. Film, sviluppo, magheggi… SI, sono tossicodipendente da Internet 🙂