sempre da OneMoreBlog
http://www.onemoreblog.org/archives/008544.html
che schifo…
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che schifo…
segnalo questo post apparso su OneMore Blog
http://www.onemoreblog.org/archives/008545.html
ha deciso di scaffalare tutto il piano interrato di casa sua perchè non ci stanno piu macchine/server
*per chi non lo sapesse è uno dei fondatori della Retro-Computing Society
idiota!
ho scritto un gestore di file via web
è anche carino, indicizza i pdf e le descrizioni dei file e delle cartelle dentro a mysql
1000 righe di codice php, pseuso-oggetti… in realtà ho scritto a procedure tentando di strutturare a oggetti…
codice illeggibile… e ora ci devo mettere mano per delle modifiche
risultato?
lo sto riscrivendo… fuori budget 😦
ok ok, scelta mia che ci sto sbattendo via tempo
ad ogni modo sono impantanato… avevo iniziato col tirare in piedi OpenLDAP e a gestirlo con CPU (da’ la sensazione di usare useradd facendo da wrapper verso ldap per la creazione di utenze posix)
ora mi ritrovo con GOsa in 50 revisioni diverse nel mio CVS del laptop… sto cercando di realizzare alcune modifiche alla gestione dei certificati crittografici in modo da mettere in piedi una certification authority alla 1-click-2go
CHE MALE!
se funzionerà non dovrò ogni volta rilasciare a mano certificati SSL per quella cazzo di OpenVPN
Vivere le 8 ore giornaliere d’ufficio, il sabato e la domenica per poi ricominciare in una nenia ripetitiva che qualcuno osa chiamare vita. Il tutto per cosa? Per risvegliarsi alla soglia della pensione. Pensione? La mia generazione non la vedrà nemmeno.
E allora? Pensione integrativa. Per poi continuare con rata dell’auto, del televisore, del pc, dello stereo, del mutuo. Ci stiamo costruendo una gabbia dalle sbarre invisibili.
Vorrei svegliarmi da questo brutto incubo. Sono uscito dal sistema, mi sono reso conto della gabbia e mi fa paura. Parte di me vorrebbe tornare nel sistema, vorrebbe vivere secondo i canoni, secondo la MODA, vorrebbe avere una vita normale.
“Voglio essere rimesso nel sistema, agente Smith!”
Beata ignoranza… non posso… oramai sono consapevole, oramai sono fuori.
Quanto vorrei avere una compagna, e avere come unici pensieri il colore del motorino, del cellulare o dei miei capelli. VIVA LA DE FILIPPI… VIVA L’IGNORANZA, viva il nostro grande fratello collettivo.
Beata ignoranza…
Lo gridavano i pirati dei Caraibi, solo che la Panama dell’anno 2005 è la Parigi di Sarkozy, il viceré di Chirac.
http://cites2france.skyblog.com/

non so il francese… se qualcuno si vuole fare la sbatta e rendermi partecipe di cosa c’è scritto gliene sarò grato…
hai 2 ore… da quando lasci il cliente, all’appuntamento per il corso di spagnolo… sei in zona Lima… e sono le 17:30 del pomeriggio…
i casi sono 2:
o ti pigli il tram (30min) fino in università per lavoricchiare in laboratorio per un’ora, poi altri 30 min per tornare in centro…
o ti fai a piedi 2 km da Lima sino in fondo a via Torino…
30min?
ho optato per la seconda, e ne ho approfittato per fare un paio di chiamate, caffè annacquato da Spizzico, un cazzeggio in un negozio 3 in Corso di Porta Venezia, altro cazzeggio da Mondadori Informatica dietro al Duomo (e non mi ricordo nemmeno il perchè…), facendo poi a gomitate sino in fondo a via Torino, tra fighetti che si accingevano all’aperitivo serale, signore cazzeggianti di fronte alle vetrine, e pendolari accalcati alle fermate dei tram in attesa di tornare a casa
devo acquistarmi una fotocamera digitale e bloggare il tutto, le luci e l’atmosfera urbana sotto natale (è già tutto addobbato, i magazzini Rinascente hanno pure fatto una volta celeste sotto la camminata che arriva in galleria) sono un qualcosa di indescrivibile… Milano con la sua ressa della città di business, e il contrasto della gente agli angoli, che mendica un tozzo di pane…
non sono mai stato a NewYork, ma non penso cambi di molto… ho addosso una specie di malinconia mista a incazzatura per quello che leggo e vedo intorno a me
(la foto non è mia… l’ho presa a prestito linkandone una da flicker…)
“Più che ai moti studenteschi del Sessantotto, la violenza dei ragazzi di banlieue mi fa pensare alla rivolta dei Ciompi che vide opporsi nella Firenze del Trecento i lavoratori tessili alla borghesia cittadina”