cene con amici

Sono appena tornato da Roma,
sono stato via per lavoro e ho avuto la possibilità di cenare con una vecchia amica, scambiare 4 chiacchiere sul passato e sul futuro. Entrambi veniamo da 2 piccoli paesi vicini della Franciacorta, dove la vita, nonostante il boom economico/consumista, pare essersi fermata a 60anni fa. I nostri coetanei oramai sono sposati con figli, e la nostra compagnia di amici pare essere li li dal farlo.

Io, lei, il suo moroso, e qualche d’un altro abbiamo scelto la strada della carriera, sperando di riuscire a conciliarla un giorno con gli impegni famigliari. (sta lavorando alla Farnesina, tanto per la cronaca, e io ero a Roma per installare un sistema industriale di salvataggio e conservazione dei dati)

Torno, mi chiama Tom, che vorrebbe bersi una birra in compagnia, ok. Ci raggiunge poi la sua morosa e finisce che esco con loro a cena. E anche li… casa, mutuo non mutuo, convivere o meno… con lei che è una donna in carriera nel settore finanziario, e lui giornalista bocconiano. Ridendo e scherzando il ragionamento fila sui nostri genitori o sui nostri nonni… che ok, avevano molto meno… ma con uno stipendio mantenevano tutta la famiglia, con 3/4 figli… che diamine sta succedendo alla nostra generazione?

Va beh, questo è lo sfogo del mattino…
esco, ho un cliente che mi aspetta. 😉

7 thoughts on “cene con amici

  1. Succede che le esigenze sono cambiate. Con uno stipendio si mantenevano 4-5 figli, ma cosa si dava a questi figli? Si dava da mangiare, un paio di scarpe ogni tanto, 2 vestiti di cui uno della domenica, l’altro per tutti i giorni. I figli non uscivano tutte le sere, si usciva una volta a settimana e neanche sempre, rigorosamente nel paese, né macchina né motorino, talvolta neanche una bici. E nella maggior parte, ci si fermava alla licenza media o al diploma delle superiori se si aveva voglia e la possibilità di fare. Di università, manco a parlarne. C’era da un lato più spirito di sacrificio, ma i figli si mettevano al mondo senza star troppo a pensare al loro domani, desiderandolo sì migliore del proprio, ma senza salti epocali, senza pensare in grande. Ora noi da un lato siamo figli di un’epoca viziata, ma dall’altro lato pensiamo a cosa i nostri figli devono avere. Pensiamo al fatto che potrebbero voler studiare, pensiamo al fatto che non vorremmo vederli costretti a lavorare per poter studiare o anche solo perchè ci serve un aiuto economico, vogliamo che crescano sereni nella ricerca della loro strada. Una volta questi dubbi, ce li si poneva prima di fare un figlio o solo dopo, e neanche tutti?

  2. Concordo pienamente sulle osservazioni di Marco: lettori DVD, televisione, viaggi all’estero, sabato senza lavorare… Tutte cose che 30 anni fa non esistevano.
    Oggi sono una necessità, imposta sia dal modo di vivere odierno, sia dalla speranza di avere qualcosa che ci faccia vivere meglio.
    Ma siamo sicuri che guardarsi un dvd dell’ultimo film uscito su una TV a schermo piatto da 52″ con 12 casse sparse per il salotto sia migliore di una serata sotto le stelle in compagnia di amici e di una birra?

  3. Mah, a dire la verita’, non mi capita quasi mai di pensare alla famiglia.
    Pero’ mi ritrovo spesso ad immaginare come saremo fra 50 anni, e allora mi viene in mente che probabilmente i figli si mettono ancora al mondo senza pensare al loro domani, altrimenti ci preoccuperemmo un tantino di piu’ di farli crescere in un ambiente piu’ sano.

  4. Ci (io e la mia fidanzata) pensiamo molto. Ci troviamo in una situazione simile a quella che descrive Guido: abbiamo scelto “la carriera”, o almeno ci stiamo provando… senza eclatanti risultati.
    Siamo costretti dai rispettivi lavori a vivere separati e la situazione non piace a nessuno dei due. Il nostro orologio biologico va avanti e non é detto che fra 15 anni si possa ancora pensare di fare figli.
    La mia opinione é che non si può fare figli quando finalmente tutto il resto é sistemato (lavoro,casa,ecc.), altrimenti ci si ritrova a 50 anni con un bel lavoro, una bella macchina, una bella casa (sono molto ottimista): due bei vecchietti soli …
    Siamo più viziati dei nostri genitori/nonni, forse anche perché loro hanno cercato di darci tutto quello che potevano. Forse questo loro “errore”, in buonissima fede, non andrebbe ripetuto da noi. Le nostre possibilità sono amplissime, ma dare la pappa troppo pronta ai figli non gli insegna ad usare i loro denti!
    Quindi, un po’ di spensierata spericolatezza, i nostri nonni hanno 80 anni e non hanno mai preso le vitamine da bambini, il corpo umano é in gamba, se la sa cavare meglio di quanto possiamo immaginare.
    E poi lavorare da giovani non é una cosa brutta, non si deve costringere nessuno, ma dà molta soddisfazione comprarsi qualcosa con soldi guadagnati di persona!
    Scusate se ho offeso o annoiato, non era mia intenzione.
    Bis Bald

  5. Penso che ti ci vuole una Donna ! Caro Guido, la storia che racconti è e sarà sempre la stessa, oppure è sempre diversa, dipende dai punti di vista. Il problema è proprio il punto di vista … Il bene, il male, i figli o il divertimento, la bici o l’automobile, destra o sinistra, tv o strada, …, e potrei continuare all’infinito, ma sappiamo tutti che guaio se non fosse così. Cosa sarebbe la vita senza SCELTE, ognuno fa le sue, ognuno difende il suo bene (che potrebbe essere il male di qualqun’altro), ognuno si pone delle domande e guai a non farlo. Siamo tutti alla Ricerca di un mondo migliore, ma pochi cercano di Lasciarlo migliore di come lo hanno trovato e chi ci prova è costretto a lottare ogni momento … tante volte contro i mulini a vento. Per fortuna qualche volta ci sono i risultati: sono quelli che (non) vediamo, ma che ogni giorno ci sono nelle piccole cose, nella quotidianità, nelle persone semplici, non certo negli eroi della tv … Ti volevo salutare con un abbraccio e spero presto rivederti … magari … per una cena cena-con-amici.

  6. Guido,
    Se penso ai miei vedo una bella cifra di scelte che privilegiavano le cose utili e segavano quelle inutili: niente TV ed auto, ferie in rifugio, …
    Un padre che lavorava di notte per essere presente in famiglia il giorno. Una madre che mi ha insegnato a cambiar lampadine e riparar fusibili. Entrambi a privilegiare una vita serena a (improbabili) possibilità di carriera.
    Soldi ce n’erano pochi ma non pesava:unica rinuncia, meditata, il completamento dell’università.
    Se penso a me: studio, poi, normalmente, lavoro, cercando di mantermi con qualcosa che mi piacesse cambiando un lavoro ogni 6 mesi e spostandomi da TS a MI quando ho avuto l’occasione, poi Marina, un amore a prima vista, la decisione di vivere assieme ed assieme di lavorare. Niente figli (un po non arrivano, un po forse non siamo pronti) ma una cifra di gatti …
    E’ forse la strada triestina, del ‘viva là e pò bon’, comunque non mi sento ne il piccolo scrivano (di programmi) lombardo ne il prode riproduttore della razza italica ma solo uno che ha cercato di mantenersi avvicinandosi al lavoro che gli piace e che ha avuto il culo di farsi trovare da una tipa in gamba e con le sue stesse fisse 🙂
    Ovvio che con i miei (quasi) 50 non sono proprio giovane e mi rendo conto che forse sto parlando della generazionne dei vostri genitori più che della vostra.
    Comunque il dilemma famiglia-carriera mi è estraneo: un poco perché penso che siamo in troppi, un poco perché sono in posizione di non aver capi e questo mi basta: sono arrivato ? boh 🙂

  7. giornata conclusa… ho mandato le ultime mail e corretto qualche baco, sto per andare a letto anche io

    oggi ho tenuto monitorato questo post, segnalandolo qua alle persone che bene o male conosco e alla cui opinione in merito tengo molto

    qualcuno in mail privata, sulla linea dei miei genitori, giustamente mi dice “laureati e non farti ste pare mentali…” 😀

    dall’altra parte pero’ sono molto sulla posizione di Drusillo… che tra l’altro fa il modesto ma probabilmente lo vedremo all’ESA (Ente Spaziale Europeo) a progettare i sistemi di controllo degli stabilizzatori dei nostri satelliti… (ricordo bene Fra?)

    è tutto, vi ringrazio per i commenti che avete lasciato sin’ora … spero sia stato spunto di riflessione anche per voi

    notte 😉

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