microeconomie

Vivo sul Lago d’Iseo, a cavallo tra le provincie di Bergamo e Brescia. Qui non esiste un autobus che faccia tutto il giro del lago per garantire un trasporto a chi è senz’auto. Girano corriere di linea che coprono qualche breve tratta o portano verso i rispettivi capoluoghi di provincia. Tutto questo ovviamente in orario d’ufficio. Unici esclusi sono i trasbordi in traghetto da e per l’isola di Monte Isola che sta al centro del lago e che ospita una piccola comunità di persone. Tale tratta è copert sino a tarda notte con battelli ogni mezz’ora.

Non esiste allacciamento ADSL se non per i pochi comuni più grossi come Iseo, Sarnico e Lovere. Il resto del territorio è in uno stato di paleolitico tecnologico. Curiosa come situazione, visto che prima dell’avvento del “terremoto economico cinese” che ci ha colpito qualche anno fa, questa zone era chiamata la “rubber valley”. Il 95% della produzione di o-ring di tutto il mondo proveniva da qui. Ora manteniamo le produzioni in materiali speciali e quelle dedicate alle piccole produzioni dedicate. Tra l’altro… la parte bassa del lago, tutta la zona di scarto morenico … è ben conosciuta sotto il nome di Franciacorta… direi che di vini provenienti da qui, oltre che dalla vicina Val Calepio, ciascuno di voi una volta o l’altra ha avuto la fortuna di assaggiarli.

Ora qualcuno ha pensato bene di coprire il territorio tramite WiMax, forse con i contributi della Comunità Montana, ente che cerca di fare da coordinatore delle attività in questa microeconomia. Era l’unica alternativa?

E’ stata tirata su tutta la provinciale che costeggia il lago per i lavori di posa dell’impianto di depurazione delle acque reflue…. perchè diamine non hanno pensato di buttar giù 2 cavi in più per una copertura in fibra ottica? Un unico anello…

[…]

Sono stato di recente in ferie in Alto Adige… e queste idee, come molte altre, sono state messe in pratica. Sono stati in grado di creare un ambiente vivibile e autosostenibile. Mentre noi corriamo dietro alla macroeconomia, appoggiandoci alle provincie e alle regioni, e ovviamente ai grossi fornitori di servizi. Facciamo studiare ai nostri figli matematica, fisica, filosofia, ingegneria, senza preoccuparci di dare loro la possibilità di tornare a dare man forte alla loro comunità.
Che posto c’è qui per un matematico? Gli facciamo fare il maestro… altrimenti è costretto andare all’estero o nelle grandi città per occuparsi di analisi software e/o finanziarie, o ancora peggio dedicarsi alla ricerca, in italia, per 800/euro mese… forse, sognando per lui un futuro migliore, avremmo dovuto saperlo crescere come un artigiano, e fargli coltivare i mestieri storici di questo posto. Il carpentiere, il fabbro, … avrebbe sicuramente guadagnato di più, avrebbe trovato una bella figliola da sposare e sarebbe stato in grado di mantenere una famiglia.

Famiglia, sto riscoprendo queto valore dopo 6 anni di metropoli.

Troppe volte ero solo in casa, troppe volte sono stato male e non c’era nessuno. Troppe volte ho ricevuto telefonate di mio fratello che mi diceva che papà e mamma erano stati male… troppe volte eravamo troppo lontani.

Se vogliamo sopravvivere ai cambiamenti macroeconomici, dobbiamo essere in grado di creare microeconomie che sappiano stare in piedi da sole. Dove i nostri figli crescono, e sono sicuri di poter tornare utili, trovare un loro posto, farsi una famiglia. Non possiamo sbatterli tutti in una metropoli, con una laurea in mano, con la speranza che sappiano cavarsela da soli… in un monolocale.

Mi piacerebbe… avere un unico centro di eccellenza per le imprese, avere una rete di telecomunicazioni degna di questo nome che copra il territorio, avere un sistema di trasporti pubblici che funzioni, non dover andare sino a Bergamo/SERIATE per un’operazione d’urgenza, non dover andare in provincia per compilare 4 scartoffie… vorrei… un mondo che NON esiste… noi giovani possiamo fare qualcosa?

7 thoughts on “microeconomie

  1. Pingback: Quiet, please / Fwd: microeconomie

  2. Da una parte ti do ragione, però guarda che la maggior parte di noi hala possibilità di vivere come vuole e fare ciò che vuole, quindi nn penso che quello che voleva fare quel particolare mestiere nn l’ha fatto perchè i genitori si oppongono… e poi anche quello che fa quel tipo di lavoro e che ha una famiglia nn è felice del suo tipo di vita, perchè gli manca qualcosa. nessuno è felice della sua condizione di vita, perchè l’uomo è sempre infelice, sono solo attimi di in cui è felice e poi ritorna a cercare la felicità…..

  3. eh????

    Ognuno di noi è libero di fare il mestiere che vuole, non ho mai parlato di costrizioni da parte dei genitori. Dico solo che tutto ci vorrebbero ingegneri, fisici, economisti, … per la nostra felicità. Si rendono conto che invece finiamo in gabbia a un sistema che NON ci accoglie a braccia aperte?

    1) o uno punta ad altri mestieri, ben più necessari alla comunità piccola in cui vive

    2) o uno si sposta… con tutti i problemi del caso

    3) o si cerca di lavorare assieme per far migliorare la piccola comunità

    … dalle mie parti fanno a fatica a capire che cosa sia un ingegnere informatico, credo pensino a quello che ti installa le stampanti su windows (pero’ laureato!)… figuriamoci un ingegnere matematico o simili…

  4. i giovani dove sono? concordo pienamente con quanto tu dici, ma quando c’è il duro compito di metteris in gioco di persone della mia generazione ne conto gran poche e non si possono additare neppure i responsabili governativi locali perchè seguono le modo: loro cosa sanno? se il loro consigliere gli dice questa soluzione tecnologica è innovativa e porterà beneficio alla comunità già provarci non è poco. la maggior parte dei miei coetani non si sbrica da sola neppure le pratiche universitarie e chi già lavora è impiegato a dover sopportare i costi di mutui onerosi per pochi metri quadri dove far crescere suo figlio/a. concordo con te che una microeconomia sostenibile sarebbe sicuramente meglio, ma senza nessuno che porti idee e riesca a radunare gente disposta a rischiare non si potrà fare molto. chidi a giovani consiglieri comunali come devono impegnarsi per avere molto poco. e infine ci sono da guardare anche gli interessi di pochi e miopi uomini che detengono la possibilità di scelta. devo continuare? direi che ho già detto troppo…ciao

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