certezze

Forse la sezione “Pippe Mentali” sarebbe da rinominare in “Pensieri”, molto piu’ professionale… ma al solito, non rappresenterei il mio vero io.

Mi ritrovo di fronte alla tastiera a mettere insieme i pezzi della mia vita contorta, nonchè della mia personalità, anchessa alquanto “entropica”.

Non riesco a prendere sonno, e piango. Non dovrei, sono in casa, al caldo, vestito, sazio. Ho debiti ma ho tagliato tutte le spese superflue… nonchè 1 bancomat e 3 carte di credito (da un senso di liberazione usare il trinciapollo per farle a pezzettini), giusto l’altro ieri. Non mi piace avere debiti.

Non mi rimane nient’altro che chinare la testa e andare avanti, lavorare, e cercare di non sbattere via soldi come ho fatto sin’ora. La fuori è un mondo di merda mi dico. Ne sono convinto. Cerco di gettarmi alle spalle 6 anni a Milano. In viaggio, in treno, all’estero, in italia. Tra stazioni ferroviarie nel cuore della notte, sacchi a pelo, centri sociali, bar.

La mia vita è qui, in questa stanza. Letteralmente quintali di libri. Non capisco come non mi sia partita un’ernia nel caricare e scaricare tutta quella roba dall’auto. Ho riempito 12 borse da viaggio… di cui 9 solo di libri. Un po’ prestati, un po’ appunti, un po’ fotocopiati, un sacco mai letti ma acquistati. Per fortuna molta roba si è ridotta a SOLI 23Gb di pdf su disco rigido di “cyberspace”, la mia vecchia workstation che ora fa da NFS server giù in cantina assieme a “damigiana”, il nuovo server recuperato il giorno di San Valentino.

Tranquillità e certezze. Sono pensieri che non avevo prima, anzi, mi facevano paura. Ho un caro amico omosessuale che una volta mi ha fatto vedere una sequela di film su attori omosessuali. Non riesco a usare la parola gay, mi sento comunque di mettere questo incipit. Molti di questi film avevano come denominatore comune la presa in giro del pensare comune, i genitori, che prendono a male il figlio che fa le sue scelte, e sottolineano le loro. Una vita di fatiche e stenti per delle “certezze”. La pensione, la previdenza sociale. Il film arriva a sottolineare il grigiume in cui hanno vissuto. Ora ripensandoci non mi fa piu’ tanto ridere.

Certezze? Cosa faccio domani? Un lavoro a “800” euro? Sai dove te lo puoi mettere?

Incertezza. O certezza?

Con altre persone, sto facendo fronte comune. Nasce la mia prima SNC. Paura, gioia, … loro sono la mia certezza. Come anche il lavoro che sto facendo per un professionista di Bergamo, come anche i miei clienti piu’ affezionati, di Lodi, Pavia e Milano. Non credo lascerei più questa terra. Ognuno di noi deve trovare il suo posto… io credo d’averlo trovato. L’ho sempre avuto sotto i piedi. Bisogna girare per apprezzare casa.

Una morosa… non so scegliere, o forse la scelta l’ho fatta. Carina, onesta e mi vuole un mondo di bene. Che faccio? Sto?

Ora il difficile e’ stare. Non fuggire… come ho sempre fatto. Ho cercato fiducia, ne ho trovata.

Certezze. Eppure, non dormo…

6 thoughts on “certezze

  1. Ma non sei solo🙂 C’è parecchia gente alla quale basta un fischio, un colpo di telefono, e sono pronti a dare piu di quello che hanno.

    Forza🙂

  2. Ah no! Non puoi !
    Il copyright su ‘ste cose qui ce l’ho io, non mi puoi fregare così le elucubrazioni e i pentimenti post-prandiali ! Ecchè !

    Saltando come scimmia fa di palo in frasca … come l’avete chiamata la SNC ?

  3. grazie Giacomo🙂

    Ste, l’azienda si chiamera’ Puro Testo. E’ da un po’ che io e Fabrizio lavoriamo come professionisti scambiandoci lavori, ora abbiamo un commerciale davvero in gamba e la squadra pare completa.

    p.s. che diamine e’ un “pentimento post-prandiale” ???😀

  4. Il ‘pentimento post-prandiale’ è quel pentimento che prende la tua coscienza quando ti accorgi che l’impepata di cozze a colazione non l’avresti dovuta mangiare …

    Da questo semplice pensiero, dalla sonnolenza derivante e dall’obnubilamento generale fra l’onirico ed il delirante nascono i ‘bilanci’ della propria vita.

    Ti accorgi allora che gli amici, i parenti stretti e financo un paio di alka seltzer possono aiutarti a sollevare il peso dalla tua anima.

    Il vino in questo caso peggiora doppiamente la situazione : primo perchè la disperazione nuota a livello olimpionico, secondo perchè le cozze col vino non vanno giù.

    Spero di averti almeno strappato un sorriso.
    😀

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