un grazie

Agli amici del Circolo Trentino di Norimberga per la splendida cena a base di coniglio e polenta e per la calorosa accoglienza.

Ho avuto un attimo di commozione nel vedere la valigia in cartone che uno di quegli emigrati conservava ancora gelosamente dagli anni 60… il paragone con ora e’ ridicolo: abbiamo gli aerei, il telefono, internet e skype… emigrare ora e’ tutt’altra cosa. Rimane comunque doloroso, anche se non cosi’ duro come allora.

Vorrei far provare cosa significa emigrare a Bossi e affini. Non tutti gli stranieri vengono per far del male, anzi. E non c’e’ da temere per il lavoro, non sono gli immigrati che te lo rubano. Se abbiamo lavoro poco qualificato e che costa poco, prima o poi verra’ delocalizzato. E non ci sara’ da mangiare per alcuno.

Io come altri invece, ci siamo spostati, andando ad apportare valore aggiunto, altrove.

Siamo un’azienda che non nascera’… in Italia
(questa frase l’ho rubata a Chris Dixon)

3 thoughts on “un grazie

  1. quante volte hai fatto la valigia guardando il sole che si rifletteva sulle acque chete mentre si abbandonava dietro quel profilo così familiare e quante volte ancor più hai sperato che saresti presto tornato per la famiglia, i luoghi dell’infanzia e gli amici eppure caro emigrante sei ancora lontano e sei consapevole che l’Italia non è solo bossi e affini, ma anche tante brave persone che aimè non possono cambiare le cose e quindi cocludo volendoti augurare un felice ritorno ma sapendo in cuor mio che il prossimo, a partire, forse sarò io.

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