non voglio fare la notte

eppure sono qua disteso sul divano col portatile sulla pancia che seguo l’attivita’ di un collaboratore… sono cotto… sono in piedi da stamane alle 7… banca, commercialista, dentista, 2 ore di A4 … , ufficio, pranzo, cliente in maciachini, ufficio, pallanuoto (devastante!) cena all’alba delle 11:30 …

voglio dormire

p.s. i progetti procedono bene, stiamo blindando le macchine .. . e birdack litiga con ant

accettazione

è incredibile quanto uno possa fare, costruire, mettere in piedi, ma sentirsi perso se questo non coincide con le aspettative del padre

“ciao papa’, come stai? sai dove vado a lavorare? in XXX, dove lavoravi te, non e’ fantastico?”

… “e quando ti laurei?”

doccia e caffe’

Mi viene in mente quella canzone di Fantozzi… che poi si ustione bevendo al volo il caffe’ e salta dal terrazzo per prendere l’autobus. Nulla di tutto questo, sono appena uscito dalla doccia, ne avevo davvero bisogno. La mia TODOlist si sta allungando a dismisura…

get back coding

p.s. rassegna stampa di oggi? Al solito in america si spara, non hanno ancora capito un cazzo. Come il buon Silvero dice: “Non abitero’ mai in uno stato rosso/REPUBBLICANO”. – Milingo? Ma chissene… – Bambina bielorussa? 😦 – Intercettazioni Telecom? Pero’ 2 milioni e mezzo di budget per giocare allo 007, mica male! – Ceti medi? Perchè? Esistiamo ancora? (mi sembra di vivere la crisi Venezuelana, per fortuna che abbiamo l’euro, se no chi ci salvava piu’? la lira era gia’ sull’orlo della svalutazione cronica)

alpinismo

oggi ho sistemato la webcam del Palamonti del CAI di Bergamo

Palestra di Arrampicata
che figata, c’e’ ancora gente in palestra di arrampicata 🙂
( sito > palestra > webcam … potete vederla del vivo )

sono passato anche a risistemare il partizionamento del server di posta…

Quel maledetto di Michele mi ha incastrato… “metto windows online?” … ovviamente mi sono opposto e assieme a lui ho progettato la rete telematica del Palamonti. A me tutto il backend e a lui tutto il frontend. Visto che io sono l’uomo Linux e lui l’uomo M$. 😀

per un vero libero mercato

ricevo da Marco Cappato, Rosa nel Pugno, notizia di questa splendida iniziativa che sta attuando in sede europarlamentare

grazie Marco 😉

PARLAMENTO EUROPEO

SCHEDA DI DEPOSITO DI UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Destinatario: CONSIGLIO FORMCHECKBOX

COMMISSIONE FORMCHECKBOX

INTERROGAZIONI ORALI

Interrogazione orale con discussione (art. 108) FORMCHECKBOX

Tempo delle interrogazioni (art. 109) FORMCHECKBOX

INTERROGAZIONI SCRITTE

Interrogazione scritta (art. 110) FORMCHECKBOX

Interrogazione scritta prioritaria (art. 110,4) FORMCHECKBOX

AUTORE(I):

FORMTEXT Marco Cappato

OGGETTO:

(da indicare)

FORMTEXT mancato rispetto delle norme di concorrenza di un bando di gara per licenze software

TESTO:

Il giorno 21 febbraio 2006 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nr. 43 della Repubblica Italiana il Bando di gara Comunitaria a procedura aperta per la fornitura di licenze d’uso riferite ai prodotti software di marca Microsoft, previa stipula del contratto di licensing Microsoft Enterprise Agreement, indetto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica;

– l’oggetto dell’appalto è la fornitura di licenze di uso software per tre anni dei programmi applicativi che saranno installati in 6.300 postazioni di lavoro. L’ammontare complessivo a base d’asta è pari a Euro 4.539.184,55.

– alla gara (scaduta il 7 aprile 2006) potevano partecipare solo ed esclusivamente i rivenditori autorizzati da Microsoft a commercializzare i suoi prodotti secondo la qualifica di Large Account Reseller:

In Italia esistono attualmente undici imprese che possiedono detta qualifica, come riscontrabile sul sito internet di Microsoft Italia

– attualmente la Commissione Europea ha inviato un avvertimento (Reference: IP/05/1695 Date: 22/12/2005) alla società Microsoft poiché non rispetta le sanzioni imposte a marzo 2004 (Reference: IP/04/382 Date: 24 marzo 2004)

– Rispetta i presupposti del libero mercato una gara di appalto per l’acquisto di un prodotto software, il quale può essere fornito soltanto dalla società Microsoft Ireland Operation Limited o da terzi da questa designati al effetto?

– Rispetta i presupposti del libero mercato una gara di appalto che senza un motivo fondato esclude a priori tutti i soggetti economici appartenenti ad un’intera categoria (produttori di software/fornitori di servizi informatici) con la sola eccezione di undici società con sede nel territorio italiano?

Firma(e): Marco Cappato Data: 14/09/2006

IT

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Premesso che :

Il giorno 21 febbraio 2006 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
nr. 43 della Repubblica Italiana il Bando di gara Comunitaria a
procedura aperta per la fornitura di licenze d’uso riferite ai
prodotti oftware di marca Microsoft previa stipula del contratto di
licensing Microsoft Enterprise Agreement, indetto dal Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali -Direzione Generale per l’Innovazione
Tecnologica.

Riferimento: AvvisiEBandi/b14022006.htm

l’oggetto dell’appalto è la fornitura di licenze di uso software per
tre anni dei programmi applicativi che saranno installati in 6.300
postazioni di lavoro. L’ammontare complessivo a base d’asta è pari a
Euro 4.539.184,55;

secondo il disciplinare del bando di gara, l’oggetto dell’appalto è l’acquisto di licenze d’uso espressamente per prodotti software Microsoft. Inoltre risulta che potevano partecipare alla gara (scaduta il 7 aprile 2006) solo ed
esclusivamente i rivenditori autorizzati da Microsoft a
commercializzare i suoi prodotti secondo la qualifica di Large Account
Reseller; nel nostro paese esistono attualmente undici imprese che
possiedono detta qualifica. Fonte Microsoft Italia, come risulta anche dal sito web italiano della società;

l’art. 4 della direttiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie 19 dicembre 2003 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nr. 31 del 7 febbraio 2004 recita:

Art 4. Criteri tecnici di comparazione. Le pubbliche amministrazioni, nella predisposizione o nell’acquisizione dei programmi informatici, privilegiano le soluzioni che presentino le seguenti caratteristiche: a) soluzioni informatiche che, basandosi su formati dei dati e interfacce aperte e standard, assicurino 1’interoperabilita’ e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione, salvo che ricorrano peculiari ed eccezionali esigenze di sicurezza e segreto; b) soluzioni informatiche che, in assenza di specifiche ragioni contrarie, rendano sistemi informatici non dipendenti da un unico fornitore o da un’unica tecnologia proprietaria; la dipendenza e’ valutata tenendo conto dell’intera soluzione; c) soluzioni informatiche che, con il preventivo assenso del C.N.I.P.A. ed in assenza di specifiche ragioni contrarie, garantiscano la disponibilita’ del codice sorgente per ispezione e tracciabilita’ da parte delle pubbliche amministrazioni, ferma la non modificabilita’ del codice, fatti salvi i diritti di proprieta’ intellettuale del fornitore e fermo l’obbligo dell’amministrazione di garantire segretezza o riservatezza; d) programmi informatici che esportino dati e documenti in piu’ formati, di cui almeno uno di tipo aperto;


chiede di conoscere:

se, a loro giudizio, ed in quale misura, sia stata rispettata dal Ministero la direttiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie 19 dicembre 2003 pubblicata nellaGazzetta Ufficiale nr. 31 del 7 febbraio 2004 che avrebbe imposto all’Amministrazione, preventivamente al bando di gara, di valutare soluzioni software diverse da quella (unica, peraltro) poi scelta, e sulla base di quali valutazioni siano state scartate altre soluzioni;

se, a loro giudizio, rispetta i presupposti del libero mercato una gara di appalto per l’acquisto di licenze d’uso per software, che può essere fornito soltanto dalla società Microsoft Ireland Operation Limited o da terzi da questa designati;

se, a loro giudizio, rispetta i presupposti del libero mercato una gara di appalto che senza un motivo fondato esclude a priori tutti i soggetti economici appartenenti ad un’intera categoria (produttori di software/fornitori di servizi informatici) con la sola eccezione di undici società con sede nel territorio della Repubblica;

quali iniziative intendano adottare per rispettare la Direttiva citata;

carlo parte

Anche un altro amico se ne va all’estero.

Irlanda per 1 anno e poi USA.

S’e’ fatto 6 anni come me in questo ateneo, senza finire la triennale in ingegneria informatica.
Ha lavorato, è divenuto sviluppatore ufficiale Debian/GNU Linux … e come i tanti che valgono, ha alzato il braccino, ditomedio… “Arrivederci, italia”.

Tra 1 mese, l’aereo. M’ha raccontato come si sia fatto la trafila per ottenere informazioni riguardo a

  • pensione
  • tasse
  • sanità

…per gli italiani all’estero… nemmeno all’ AIRE hanno saputo dargli risposta!!!!!

No comment!

Buon viaggio Carlo 😉

p.s. io nel frattempo decadro’ pure dagli studi… vecchia legge d’ateneo per cui non si puo’ essere iscritti per “più del doppio della durata del corso di studi”… bah… temo non mi terranno neppure buono gli esami… con la media bassa che ho…

p.s. (2) certo che in italia tra lacci, cavilli e stipendi da fame sappiamo come incentivare le persone … AD ANDARSENE!!!

call center | la rivolta dei droni

segnalo una favolosa mail che mi arriva dalla mailing-list di un amico…

Il caso Atesia e i call-center agitano le acque. Di fronte alla possibilità dell’assunzione a tempo indeterminato di ben 3.200 lavoratori oggi precari (sollecitata dall’ispettorato) numerose voci dissonanti si sono levate.

L’argomento è lineare: se ci mettiamo ad assumere tutti i precari del paese, presto ci ritroveremo a nutrirci di bacche e radici, saremo invasi dai Visigoti e (quel che è peggio) qualche dirigente d’azienda sarebbe costretto a vendere la Porsche.
Il numero uno di Atesia, Alberto Tripi, va oltre: le aziende potrebbero andare all’estero. Lo scenario è spaventoso. Ecco dunque dove potrebbero trasferirsi i call-center italiani.

ISOLA DI PASQUA – Stufi dei turisti con le macchine fotografiche, indigeni dell’isola di Pasqua potrebbero riconvertire la loro economia e rispondere al telefono. Migliaia di italiani subisserebbero l’isola di telefonate con le più strane richieste con le puntuali risposte. Purtroppo nell’idioma locale.
A quel punto i call center dovrebbero mettere sotto contratto migliaia di interpreti che chiederebbero di essere assunti.

E siamo daccapo.

ISOLE SVALBARDI – I licheni e le formazioni muschiose delle isole Svalbard non potrebbero opporsi a contratti a termine, in quanto vivono soltanto due mesi e poi vengono coperti dal ghiaccio. Può essere dunque una soluzione praticabile e apprezzata anche dal ministro Damiano. Rimane il problema di come una piantina di sei millimetri sbocconcellata dalle renne possa rispondere al telefono. Si potrebbero contattare gli scienziati, ma ovvio che vorrebbero essere assunti.

E siamo daccapo.

PLUTONE – Non essendo più un pianeta, Plutone non può applicare lo statuto dei lavoratori e non ha ispettorati: il ministro Damiano ne è entusiasta.
Se le particelle gassose di Plutone accettassero di rispondere al telefono il problema sarebbe risolto, anche perché si tratta di forme di vita troppo primitive per un sindacato (Damiano è entusiasta anche di questo).
Interpellata da questo giornale, una molecola gassosa di Plutone ha commentato: “&$%°##? *§/%$£§§!”. Tradotto : «85 cent lordi a telefonata, niente ferie e niente diritti? Col cazzo ! ».

E siamo daccapo.

Alessandro Robecchi