Emergenze mediche

L’avrei dovuto fare subito: sentire i vicini di casa e farmi dare tutti i numeri di pronto intervento e quelli del medico di base. E invece…

Come ogni anno mi faccio fregare dalle mie tonsille, sono stato tentato di prendere il coltello da cucina e levarmele da solo. L’altra notte l’ho passata in bianco, tra 38 e 39 °C di febbre… forte sudorazione, mal di testa, e senso di soffocamento. Non lo augurerei a nessuno.

Va beh, così adesso sono a casa dei miei… sotto antibiotico.

E mi sono perso, 1 consegna di lavoro, e 1 fantastico weekend a vela. 😦

Bossi in svizzera! Finalmente!

http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2006/Referendum/Articoli/reazioni-dx.shtml

he he… a quanto pare si nascondono dietro un “no-comment”  😀

Speriamo che non ci sia una rimonta come nelle politiche… ma se lo spoglio continua su questa linea siamo alla dimostrazione che l’Italia che sa che cosa vota è andata a votare… e il resto… beh, il resto ha preferito la spiaggia piuttosto che fare il proprio dovere di cittadino.

M’è quasi piaciuto il commento della Mussolini (il che è tutto dire):

«una chiara dichiarazione di rifiuto da parte degli italiani verso la devolution» […] si «impone una riflessione ancora più profonda nel centrodestra, considerato che è stata bocciata una delle bandiere della CdL»

scleri religiosi… Zion = Sion

Stavo leggendo una mail dalla newsletter di Greg Palast, soliti scleri fantapolitici, secondo cui la tragedia dell’11 settembre potrebbe essere stata opera di un complotto ebraico… ok ok… non crediate che sia cosi folle da prendere queste cose come fossero verità assolute, cmq era interessante il fatte che parlasse di Zion… la mia mente bacata è subito volata alla fantomatica città di Zion, la città dei ribelli, al centro di tutta la storia del sequel cinematografico Matrix.

Rapida ricerchina in Google… e dopo “elders of zion” sono approdato a wikipedia: Zion

Nel contesto del passaggio dal nomadismo del deserto e dalla totale anarchia

alla civilizzazione monarchica davidica e salomonica, si è visto che persino il Monte Sinai viene contrapposto al Monte Sion. Pur segnando l’inizio della liberazione d’Israele, il Sinai conserva ancora, in qualche modo, il ricordo ed il sapore della schiavitù d’Egitto. Il Monte Sion, invece, è il patto che Dio stabili

sce con Davide e la sua Casa, rappresentando la sovranità d’Israele nella piena fioritura della sua vita civile e religiosa. Ne dà testimonianza il Salmo 132:

Il Signore ha giurato a Davide
e non ritrarrà la Sua parola:

“Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!”

Il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per Sua dimora:

“Questo è il mio riposo per sempre,
qui abiterò, perché l’ho desiderato.
Benedirò tutti i suoi raccolti,
sazierò di pane i suoi poveri.

Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti,
esulteranno di gioia i suoi fedeli.

Là farò germogliare la potenza di Davide,
preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici,
ma su di lui splenderà la corona “

(vv. 11. 13-18).

Beh, perlomeno ho scoperto che il monte Sion e Sinai sono 2 cose distinte 😉

Ooooook… lascio perdere i complotti fantapolitico-religiosi e torno a lavorare…

cene con amici

Sono appena tornato da Roma,
sono stato via per lavoro e ho avuto la possibilità di cenare con una vecchia amica, scambiare 4 chiacchiere sul passato e sul futuro. Entrambi veniamo da 2 piccoli paesi vicini della Franciacorta, dove la vita, nonostante il boom economico/consumista, pare essersi fermata a 60anni fa. I nostri coetanei oramai sono sposati con figli, e la nostra compagnia di amici pare essere li li dal farlo.

Io, lei, il suo moroso, e qualche d’un altro abbiamo scelto la strada della carriera, sperando di riuscire a conciliarla un giorno con gli impegni famigliari. (sta lavorando alla Farnesina, tanto per la cronaca, e io ero a Roma per installare un sistema industriale di salvataggio e conservazione dei dati)

Torno, mi chiama Tom, che vorrebbe bersi una birra in compagnia, ok. Ci raggiunge poi la sua morosa e finisce che esco con loro a cena. E anche li… casa, mutuo non mutuo, convivere o meno… con lei che è una donna in carriera nel settore finanziario, e lui giornalista bocconiano. Ridendo e scherzando il ragionamento fila sui nostri genitori o sui nostri nonni… che ok, avevano molto meno… ma con uno stipendio mantenevano tutta la famiglia, con 3/4 figli… che diamine sta succedendo alla nostra generazione?

Va beh, questo è lo sfogo del mattino…
esco, ho un cliente che mi aspetta. 😉

modelli di business

I media «partecipati» e un modello ancora da inventare

Beppe Severgnini,

[…]
Le grandi “media companies” si scervellano, ma non riescono a concepire uno scenario in cui l’utente mette nei media tanto quanto ne tira fuori: eppure è lì che stiamo andando. Pensano di far pagare internet (un ambiente nato gratuito, pornografia a parte); vedono con terrore l’avanzata dei blog (ne nasce uno ogni secondo); si spaventano, e cercano di risparmiare sui contenuti giornalistici (quelli che, alla lunga, faranno la differenza).
Domanda: se i “media partecipati” sono il futuro, qual è il “modello di business” legato a quest’intuizione? Chi lo scopre, fa bingo. E magari evita a noi giornalisti la fine del tacchino, che è sempre antipatica.

Con l’avvento di internet a quanto pare anche i giornalisti hanno i loro bei grattacapi. Siamo di fronte alla nuova rivoluzione industriale? In cui ogni modello di business, ogni modo di concepire il commercio, l’informazione, la produzione, viene stravolto da questo nuovo mezzo.

In queste settimane si sono svolti dibattiti, non sono di giornalisti preoccupati, ma di programmatori come me, che devono campare. Il modello Microsoft, della grossa azienda che produce un prodotto e lo vende in semi regime di monopolio sul mercato non ha piu senso di esistere. Ci sono prodotti validi come Openoffice o lo Spreadsheet (foglio di calcolo) che a breve Google metterà a disposizione direttamente via web, un’applicazione AJAX, non ci sarà nulla da installare!!!

In questi 6 anni, molte persone come me hanno campato in base al loro tempo-uomo. Facendo consulenze e/o sviluppo on-site presso il cliente. Questo tipo di business non è scalabile… Aziende come iCube, hanno provato a sviluppare FLOSS, ripagandolo col tempo/uomo delle consulenza che poi facevano sul prodotto… si sono ritrovati ad essere troppo cari sul mercato (vedasi thread sul blog di Alfonso Fuggetta). Altre aziende come RedHat, Mandriva, Novell/Ximian/Suse sono sul mercato e ci provano a costruire un modello di business attorno al FLOSS. Qualche idea ce l’avrei… vediamo se va in porto 🙂

Dico solo… PRJ2501

qualificazioni DEFCON ’06

Vi sto scrivendo dall’interno di un lavoratorio dell’Università degli Studi di Milano. Un team di prodi hackers composto da alcuni del Politecnico e alcuni della Statale stanno partecipando alla fase di qualificazione per i campionati di security che si terranno al DEFCON ’06 a Las Vegas. Il nome scelto? Guard@MyLAN0

La classifica in questo momento:
(sono riportati solo i migliori 10, non ci è dato sapere quanti siamo in gara… si qualificano i primi 7)

  1. Sk3wl0fR00t (5800)
  2. WCSC (3400)
  3. 1@stPlace (3300)
  4. fednaught (3100)
  5. Pangolin (2900)
  6. Guard@MyLAN0 (2800)
  7. our wives are pissed (2600)
  8. xor (2400)
  9. Digital Revelation (2200)
  10. Fox Newts (2100)

Alcuni di noi sono in piedi da stamane alle 4… io, Marco Bonetti, Birdack (Danilo Sia) e Marco Losito ci siamo messi alle tastiere verso le 8… Mala (Davide Eynard) ci ha raggiunti per mezzogiorno…

In mattinata la situazione non era felicissima, eravamo fermi a 600 punti… con un quiz di FORENSIC sbagliato. Alle 2 del pomeriggio, oramai esausti dopo ore di tentativi con un maledetto shellcode che non ne voleva sapere di funzionare sulla macchina target, mentre funzionava benissimo su 3 differenti virtual machines, ci siamo avventati come bestie fameliche su dei kebab delizioni 🙂

Il cibo ha fatto il suo effetto… una variabile globale era li che ci guardava… “iOWNyourSHELLCODE” … che vorra dire? he he… ok… Julian, a stomaco pieno, ha trovato la soluzione all’arcano… sistemata quella siamo andati avanti a treno, sino a un fantastico hack collettivo… codato in python dal buon Lorenzo.

bruteforce di username e password di una pagina di login…

Non dico altro… magari a contest finito (domani notte) … sia mai che i concorrenti anglofoni ne capiscano di italiano e finiscano casualmente su questo blog 😀

Vigna nell’ombra ascolta… (UCSB è il defender del trofeo quest’anno)

Non posso non citare il prof. Mattia Monga che è il nostro team leader in questa impresa. 😉 …e a Stefano Zanero …che ha appena detto che paga il viaggio a tutta la squadra per Las Vegas 😀
Stay tuned… si sa mai che questa notte mi scappi di bloggare ancora qualcosa in proposito… credo proseguiro’ aggiungendo commenti a questo medesimo post.

Beppe Grillo al Carcano

http://www.beppegrillo.it/2006/06/italia_imbavagl.html

Che serata! Ricevo l’SMS di Max (il mio vicino di casa) : “allora? ci sei? io appena sgancio dall’ufficio mi ci fiondo” al che ribatto “ok ok, ho incastrato anche Nicola, NEVICA! ci vediamo la”. Nicola torna un attimo prima dal lavoro, nel frattempo avevo sentito anche Fabrizio, dovrebbe riusce a raggiungerci per le 20 in Crocetta. Pero’ ? Mangiamo la? Ok… usciamo che sono le 19:30… azz… sbuchiamo dalla metro’ e c’è già una bolgia immane fuori dal Carcano… “ok Nik, io piglio le pizze, anzi no, vieni anche tu, poi ci tuffiamo nella mischia”… nel frattempo arriva Fab… “ok ok” gli dico “la prendiamo anche per te”. Trangugiamo in fretta e furia, la paura di rimanere fuori dal teatro, come è già successo per lo spettacolo della Guzzanti, è tanta… per cui… via di corsa… con in una mano la pizza di Fab… e nell’altra il telefonino per chiamarlo. Ci mettiamo nel ventaglio di gente che si accalca intorno all’ingresso… oramai siamo con i piedi sulle rotaie del tram… il quale per la note legge di Murphy sopraggiunge puntuale. 😀 OK ok… c’è anche Max da qualche parte… li… li… vicino al cancello. Sembra di essere a un concerto… OK, sono le 20 e qualche… si inizia a entrare… scavalco l’aiuola e come per magia non tocco piu per terra… la folla mi spinge verso l’ingresso…

Per me è stato un momento magico… “allora la città civile e incazzata esite?!”
Non sto a citarvi tutta la serata… ma solo un commento dal pubblico…

“Sono di Matera… da noi… non arrivano i treni… fisicamente NON C’E’ LA STAZIONE… e TRENITALIA… fa la pubblicità al pendolino… proprio con un treno con destinazione… MATERA??!!?!!!!”

lol 😀

jail baits

jail baits: letteralmente “esche da galera” 🙂

è il termine pittoresco con cui gli americani indicano le 15enni provocanti… direi che il termine rende decisamente l’idea

L’espressione è saltata fuori ieri, mentre con un amico (che lavora negli USA) stavo andando sul lago di Lecco a fare vela. Incolonnati sul lungo lago vediamo passare ogni ben di dio di madre natura e in perfetto clima goliardico ci siamo messi a commentare…