partially qualified domain names, OS X Yosemite v10.10.1

Apple broke DNS compatibility towards partially qualified domain names with the latest OS X release. On Nov. 18th they released an update with a patch to this issue (since I spent the time to escalate it). From http://support.apple.com/en-us/HT204017 release notes I quote:

Allows you to append search domains for partially qualified domain names when performing DNS lookups (consult the discoveryd man page for more information)

How was it supposed to work? And how can we activate it?

If you are a big corporation you are going to have a very complicate and hierarchically designed DNS system. Sometimes you just want to shorten the amount of data you type in to jump from one box to another, so… taking as a sample the Akamai mirror of apple.com you’ll see that will CNAME to e3191.dscc.akamaiedge.net. Imagine you are working for Akamai, and you need to ssh into e3191.dscc , without the partially qualified domain name feature you’ll have to type in the full fqdn. Instead, if you have akamaiedge.net in your domain search field, you don’t have to, your resolver will do it for you.

So, on OS X… I quote from my Apple Support guy’s email:

You can edit /System/Library/LaunchDaemons/com.apple.discoveryd.plist and add ‘–AlwaysAppendSearchDomains’ as a string to the ‘ProgramArguments’ array. That should re-enable search domains for PQDNs once you reboot after saving.

I add… you can simply “sudo launchctl unload /System/Library/LaunchDaemons/com.apple.discoveryd.plist” and “load” to refresh the daemon after having edited the file, without rebooting your laptop/workstation…

enjoy 😉

offro lavoro

abbiamo budget per l’assunzione di 3 persone in Sony Playstation
datacenter engineer https://www.linkedin.com/jobs2/cap/view/13220463
(
sospesa sino ad agosto… per il momento non stiamo conducendo colloqui)
– network engineer https://www.linkedin.com/jobs2/view/13274419
– security engineer* https://www.linkedin.com/jobs2/view/10603940
* si, lo so che il job posting e’ per gli states, ma c’e’ la posizione gemella a Berlino

vi faccio io un prescreening in inglese via skype (il mio ID e’ zeph1ro, aggiungetemi),
non mandatemi curriculum in italiano perche’ finiranno direttamente nel cestino 😉
(si, ho scritto questo post in italiano per intercettare le vs ricerche su google)

p.s. lo aggiungo (non si sa mai), https://www.linkedin.com/jobs2/cap/view/12896708
posizione della madonna come *SENIOR* C++ developer, ma dovete avere il visto USA

bitcoin, versione breve

mi e’ stato chiesto di recente un tutorial sui bitcoins… non che abbia molto senso per uno che mastica la materia, visto che il paper scientifico dell’autore (Satoshi Nakamoto) e’ pubblico qui

cmq, eccovi la spiegazione spicciola…

Il tutto si basa sul costo computazionale di ottenere un particolare hash. Un hash e’ una serie di caratteri alfanumerici, rappresentante un numero, ottenuto dall’applicazione di una formula matematica. La piu’ semplice e conosciuta e’ l’operazione di modulo. Dividendo un numero per un altro, otteniamo un risultato. Questa operazione puo’ dare un risultato intero, o frazionario. Se ci limitiamo al risultato intero, avremo sicuramente un resto. L’operazione di modulo e’ una divisione da cui otteniamo solo il resto e non il valore della divisione.

Per capirci… 13 % 3 = 1

% e’ il segno che contraddistingue solitamente in informatica l’operazione di modulo.

L’operazione sopra avrebbe dato come risultato della divisione 4, e come resto 1. Concordate?

k, ora immaginate di fare quest’operazione tra numeri enormi, avremo risultati piccoli e gestibili, ma sareste in grado di predire tali risultati, senza eseguire l’intera operazione del modulo?

forse per l’operazione di modulo la cosa e’ semplicistica e forse anche il problema e’ semplificabile, ma nel caso dei bitcoin, viene applicata una funzione di hash piuttosto robusta (difficile ottenere lo stesso risultato con conti di complessita’ inferiore)

tutto il gioco si bassa sul costo di eseguire tali conti su di un calcolatore, e sul numero di persone che scambiano transazioni alla luce del sole…

la ricerca di un bitcoin, non e’ altro che la ricerca di una stringa di caratteri che abbia un determinato numero di 000000 nella parte iniziale di tale stringa/sequenza… piu’ sono gli zeri consecutivi, piu’ la difficolta’ della ricerca e’ alta (sistema inflazionistico intrinseco del sistema)

la funzione di hash prende quindi in ingresso il risultato della precedente computazione che aveva ottenuto un “bitcoin” (o hash con determinate caratteristiche: la sequenza di zeri), prende un numero che rappresenta la difficolta applicata (o numeri di zeri cercati), e un numero che rappresenta un il nostro tentativo di ricerca… ovvero, ogni volta che facciamo il calcolo, e non otteniamo quello che cerchiamo, avendo applicato la medesima catena di transazioni e difficolta’, dobbiamo cambiare qualcosa per ottenere forse un bitcoin, dobbiamo incrementare quindi questo terzo parametro, nella speranza di ottenere cio’ che cerchiamo

via via va a costruirsi una catena, e la catena piu’ lunga diventa il riferimento per tutti nella ricerca dei bitcoin successivi… per ottenere una catena lunga serve un enorme capacita’ calcolo e qui sta il punto di tutto, se gli onesti alla luce del sole sono piu’ di quelli che remano contro il sistema, il sistema e’ stabile, e sicuro

did I miss something? fate domande che cosi’ aggiungo info 🙂

mezzo miliardo nel cesso per la Carta Regionale dei Servizi

si ringraziano Formigoni e i suoi accoliti di Lombardia Informatica,
nonche’ Comunione e Liberazione, per lo spreco di soldi ai danni del contribuente lombardo

http://www.fabiopizzul.it/index.php/2013/05/31/cara-crs-addio-e-stato-bello-e-costoso/