lettere al corriere

Italians, Guido Serra, addio italia

appena pubblicato sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini

Non so che strada prenderò… ora ho da rispettare degli impegni presi, e devo ammettere che di lavoro non me ne manca affatto. Il 13 sarò a Malta per il colloquio in CCBill come progettista UML, a detta loro “Security Information Engineer”. Nel frattempo cerco di farlo qui il progettista. Ho da finire un paio di diagrammi UML per un cliente e a breve ho appena avuto contatti per fare modellazione ER su sqlite per una ditta di sistemi embedded… sto aprendo un’ufficio a Sarnico, non mi posso lamentare.

Anche se ogni tanto vedo tutto nero. (ma sono rosso nel cuore!) 🙂

p.s. grazie a tutti quelli che mi stanno scrivendo, visto l’articolo sul corriere, incoraggiandomi nelle mie scelte e dandomi materiale su cui poter prendere le mie decisioni

aziende giovani

..con dirigenti GIOVANI, sotto i 30anni, mica come il nostro nuovo segretario di partito Walter Veltroni, che di giovane non ha un belin!

L’economia italiana ristagna, le aziende sono ancora strutturate secondo la gerontocratica struttura funzionale. I giovani vengono visti come risorse secondarie, da non pagare un cazzo e assolutamente da non mettere in ruoli chiave. Parlando l’altro giorno con il responsabile di un centro ricerche ha rimarcato più volte la sua veneranda età e la sua esperienza di _25_ anni sul campo, e che quindi _per_ anzianità lui doveva venir pagato mentre un giovane sfruttato. MA STIAMO SCHERZANDO?

Uno deve prendere in base a quello che è in grado di dare, giovane o vecchio che sia. Il giovane non avrà esperienza, ma ha idee, è innovativo, ha voglia di fare e sa come essere competitivo sul mercato. L’anziano ha esperienza, sa esattamente i giorni uomo che possono volerci per un progetto e sa dove si incontreranno problemi. Sono 2 figure essenziali in azienda, ma che devono lavorare fianco a fianco per completarsi l’un l’altro.

Guardate cosa fa Google: porta sul campo i suoi futuri manager << Google Goes Globe-Trotting >>

In italia, a un giovane, avendogli dato un contratto precario (e quindi sapendo che appena potrà se ne andrà dall’azienda), è già tanto se gli si fa fare un corso di formazione.

E che nervi! Ogni 20 contratti precari, le aziende italiane hanno imparato a farne uno a tempo indeterminato… in modo da tenere tutti al guinzaglio con la speranza un giorno di ottenere quel contratto. Che schifo! Una di queste aziende verrà a breve a parlare in ateneo, promossa dal servizio di PoliPlacement… ho sollevato la questione in lista rappresentanti, e li, tutti come cagnolini speranzosi di andare per 2 lire a lavorare per il nome prestigioso, mi hanno dato contro. Illusi…

Finché le aziende italiane vedranno i giovani solo come manovalanza a basso costo, non andremo lontano.

p.s. l’azienda che sogno e che sto cercando di tirare in piedi avrà in organico 6 persone under 30 (1 economista, 1 commerciale, 1 sistemista, 1 programmatore, 1 figura mista, 1 project manager/figura mista) e 2 senior (tecnici) di altissimo livello.

il sergente nella neve

<> Mario Rigoni Stern, alpino

Io e mia madre abbiamo assistito allo spettacolo di Marco Paolini su La7. Mio padre, classe 1928, ha preferito non ricordare, e si è dato alle odierne vicende/incazzature guardando Ballarò su raitre. Ogni tanto anche lui negli anni ha fatto riaffiorare i ricordi della guerra, da bambino, orfano, passata a Pavia con la madre. Con lui che fugge in bicicletta, dai bombardamenti, sul pontevecchio.

Ascoltando Paolini, rivedevo le immagini della disperazione sul fronte di guerra. Ho ancora le lacrime agli occhi.

Chissà se tra 50anni, lontano dai media e dai politici di oggi, qualcuno, messicano statunitense, mandato al fronte per pochi dollari a combattere una guerra non sua, ricorderà alla stessa maniera le guerre odierne. Troppa gente dimentica. Troppo facilmente.

A quanta gente avrei voluto far vedere questo spettacolo…

update

Ciao a tutti, scusatemi se non ho potuto scrivere sul blog in queste ultime 3 settimane. Non sono riuscito forse per gli impegni di lavoro o forse perchè sono talmente nauseato dall’attualità che ho preferito stendere un velo pietoso. Come blogger mi sono lasciato coinvolgere più da altre attività, più importanti, che non il dovere morale verso i miei lettori.img_0046.JPG

Se non fosse… che stavolta sono stati i nostri dipendenti al governo a pensare a me e a tutti i blogger o siti di media indipendenti sparsi per la penisola, realizzando quella ignobile legge sull’editoria che come nulla fosse vorrebbe che io sia iscritto all’ordine dei giornalisti e mi sia registrato come testata giornalistica per poter scrivere le mie opinioni su queste pagine web.

“Cari capi di governo, ho capito che vi stiamo sul cazzo e che in qualche maniera vogliate controllarci… ma… siete riusciti a farvi prendere per il culo anche dalla stampa internazionale per questa bravata in stile berlusconiano… il Times intitola: << A geriatric assault on Italy’s bloggers >> , direi che non c’è bisogno di aggiungere altro. ”

p.s. non avevo notato questa splendida frase nell’articolo: <> …a qualcuno serve la traduzione?

partita iva

sia mai che mi vengano a far scucire dai 258 ai 2065 euro a gratis … solo perche’ non ho riportato i miei dati fiscali in homepage

toh.. gli faccio una pagina dedicata… cosi: a) non modifico il codice del template , b) cosi’ e’ OVUNQUE sul sito

ne approfitto anche per riportare i miei numeri di telefono e cellulari, nel caso potessero servire a qualcuno

tanto non devo nascondere niente… ho sicuramente gia’ il sito sotto controllo e le cimici in macchina… devo ricordarmi di farmi prestare l’analizzatore di spettro da un caro amico 😀

per tutto il resto c’e’ GPG