finally I feel at home

It’s almost an year (21 April 2008 i emigrated to NRW) and finally I feel at home. The radio plays songs with a language I now partially understand. I do not feel anymore in the land of nowhere. Yesterday eve a birthday of a dear friend, we had fun. And… I was speaking in german.

Candles in the room, the radio playing… my laptop, a broadband internet connection, the stomach is full, what else I need? 😉

Let’s have a look at this code… I need to fix it before monday morning and prepare a presentation of it for some colleagues…

Happy hacking to all my readers.

p.s. finally I got a bike, and if tomorrow it stops to rain I’ll get out with Marcello e Miriam.

lista (faccetta) nera

Mangano & manganello, di Marco Travaglio

Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che: 1) la sua Augusta Persona non può più essere sottoposta a processo penale, qualunque reato commetta; 2) se una sentenza della Cassazione non gli garba, lui la cambia per decreto; 3) se il capo dello Stato non firma il decreto, è un ostacolo alla governabilità; 4) se la Costituzione gli impedisce di decretare su quel che gli pare, bisogna cambiarla anche a colpi di maggioranza, anche sciogliendo le Camere e «tornando al popolo». Ora ribadisce che 5) il Parlamento gli fa perder tempo, con tutti quei deputati e senatori (peraltro in gran maggioranza nominati da lui con finte elezioni) che non si sa mai come voteranno e propone 6) di far votare solo i capigruppo per evitare «sorprese». Ci sarebbe pure la Costituzione, che prevede il voto del singolo parlamentare «senza vincolo di mandato», ma che sarà mai. Intanto 7) i giudici che indagano o arrestano o scarcerano chi non vuole il governo vengono immantinente visitati dagli ispettori di Al Fano. E 8 ) le strade sono pattugliate da militari e ronde di partito, embrione della nuova Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. E 9) le banche finiscono sotto controllo dei prefetti, cioè del Ministero dell’Interno. E, per chi protesta, è alle viste 10) una forte riduzione del diritto di sciopero. E 11) il governo prepara norme-bavaglio per la stampa e per i blog. E 12) pretende di scegliersi anche il presidente della Rai, che spetta all’opposizione. Domanda ai fini dicitori che invitano sempre a non demonizzare: ci dite, gentilmente, come si chiama questa roba qua?

sigh! 😦

studenti pestati a Torino

Ci risiamo… Torino, scontri all’università tra autonomi e forze dell’ordine

Ovviamente il problema per il governo non è la presenza nell’università di gruppi inneggianti al fascismo…

Per fortuna posso leggere anche IndyMedia per avere una versione NON governativa:
http://piemonte.indymedia.org/article/4339
http://piemonte.indymedia.org/article/4345

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ENGLISH : (4 my colleagues & friends) At the polytechnic university of Turin some left-wing students where protesting against the presence in the university of an info point pro-fascism organized by some right-wing students. Instead of managing the situation just dividing the two parties or even better avoiding that that info point (ILLEGAL in Italy) was settled, the police has preferred to give as usual some kindly kick in the ass and some security truncheon on the heads of the left-wings students. As usual… like during the G8, remember?

Insse : brutte notizie dall’Italia

mi scrive il mio amico ed ex collega Papposatanasso:

Com’e’ andata questa mattina alla Insse?
Cosi’ come puo’ andare nella Milano del 2009: io sono arrivato alla porta di via Rubattino giusto cinque minuti dopo che all’altra porta sul retro era stato caricato della polizia il presidio degli operai (importante: ho sentito dire alla radio che ci sono stati tafferugli fra forze dell’ordine e centri sociali. Una cazzata in pieno, primo perche’ i tafferugli e’ quando due si fronteggiano, non quando uno mena l’altro, in quel caso si chiama pestaggio non tafferuglio. Secondo perche’ li davanti c’erano i 49 operai dell’Insse e altre 150 persone, di tutti i generi, di tutte le eta’ e assolutamente pacifiche).

Questa la cronaca precisa fatta da un giornalista di Carta:

Botte della polizia per togliere il lavoro agli operai. Succede anche questo nella Milano dell’Expo 2015, nel pieno della crisi economica, dove le aziende che funzionano sembrano essere una specie sempre più in via d’estinzione. Succede alla Innse Presse di via Rubattino, zona Lambrate, periferia est della città, qualche chilometro più a nord dell’aeroporto di Linate e del Politecnico. La più classica dell’ex grandi aree industriali milanesi, in questo caso la ex-Innocenti. Terreni su cui speculare per nuove costruzioni. Lo sa bene il Comune, lo sa bene l’immobiliare Aedes proprietaria dei terreni, lo sa bene l’ex imprenditore, ora riciclatosi a speculatore, Silvano Genta. Tutti vogliono vendere e incassare. Tutti tranne i 49 operai che da nove mesi lottano per continuare a lavorare in un’azienda con tutte le carte in regola per stare sul mercato. Tanto che da giugno a settembre dello scorso anno la produzione era proseguita sotto l’autogestione degli operai. Che nel frattempo trovano anche una società interessata a portare avanti la produzione, la Ormis di Brescia. Ma nulla da fare. In quella fabbrica ci sono macchinari molto costosi, grandi presse che oggi, quasi, non se ne fanno più così. Genta aveva acquistato la Innse Presse a prezzo stracciato tre anni fa, quando era in amministrazione controllata, impegnandosi a rilanciarla. Cosa in realtà mai avvenuta, nonostante la mediazione della Provincia di Milano.
Si arriva ad oggi. Sono le 5.30 di questa mattina quando in pochi secondi la ruspa scortata da polizia e carabinieri spazza via le barricate improvvisata con bancali di legno, lamiere e masserizie varie. Dietro di lei i due camion mandati da Silvano Genta per portarsi via il possibile. Dentro alla fabbrica i camion, fuori gli operai, con la polizia, che carica. Un operaio ferito alla testa, altri contusi. Qualche manganellata arriva anche al consigliere regionale di Rifondazione Comunista Luciano Muhlbauer che denuncia: «La carica è stata assolutamente indiscriminata e sono stati presi a manganellate sulla testa gli operai, un sindacalista della Fiom e il sottoscritto». Poi un’ora dopo un’altra carica. A presidiare, insieme ai lavoratori, un centinaio di persone.
Una prova di forza che i lavoratori vedono più come una provocazione per capire quanto forte fosse stata la loro resistenza.
Tanto più che il 28 febbraio prossimo cambieranno gli assetti societari dell’immobiliare Aedes, proprietaria dell’area, in una pesante crisi finanziaria e stretta dai debiti con le banche. Data che era vista dagli operai come spartiacque per riprendere la trattativa con i nuovi amministratori di Aedes. Ma l’ex imprenditore Genta ha voluto provare a chiudere prima la partita, complici i silenzi di Regione Lombardia e Comune di Milano.
Alla fine, a metà mattinata, Roberto Giudici della Fiom Cgil e Dario Comotti della Rsu entrano dentro per verificare cosa si sta effettivamente prendendo l’ex padrone Genta. La tenacia degli operai vince e alla fine vengono caricati sui camion alcuni pezzi della vecchia produzione. I macchinari, bene prezioso per gli operai, rimangono lì. Come il presidio. Che da nove mesi non si è mai mosso dalla portineria della loro fabbrica.

http://www.purorealizzo.blogspot.com

l’unico quotidiano a riportare la notizia è ovviamente l’Unità: A Milano la polizia carica gli operai

democrazia a rischio in Italia

Rompiamo il silenzio [ petizione ]

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”.
Norberto Bobbio

finalmente qualcuno si sta svegliando…